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Lettera aperta alle principali testate giornalistiche a sostegno della sperimentazione animale

Caro Direttore,

a nome dei ricercatori che a vario titolo operano con grande passione ed entusiasmo nella ricerca biomedica presso il Dipartimento da me diretto, desidero esprimere forte preoccupazione per le iniziative parlamentari in atto, volte all’ulteriore limitazione della sperimentazione animale. Il rischio per le future generazioni è di vedere precluse opzioni terapeutiche di malattie con grande impatto sociale ed economico, attualmente incurabili. Tali iniziative inoltre penalizzeranno ancor più la ricerca scientifica italiana, che già versa in grave disagio a causa della cronica carenza di finanziamenti, con ricadute economiche facilmente prevedibili per il sistema Paese.

Vogliamo sottolineare che la direttiva europea 2010/63, recepita in modo ancor più restrittivo a livello nazionale con il D. Lgs. 26/2014, già impone severe norme a tutela del benessere animale. Peraltro ci preme sottolineare che il benessere animale stesso è il presupposto alla base di una sperimentazione efficace, etica e rigorosa che non può essere impropriamente etichettata come “vivisezione”.

È altresì fuorviante sostenere che esistano approcci alternativi in grado di sostituire i modelli animali nella sperimentazione scientifica in campo biomedico. I modelli di colture di cellule e di tessuti, nonché le simulazioni in silico mediante presunti algoritmi e sistemi computazionali, per quanto sofisticati ed avanzati, purtroppo ad oggi non sono in grado di ricapitolare la complessità di un essere vivente. Per questo motivo allo stato attuale non si può ancora fare a meno della sperimentazione animale.

Pertanto, a nome di tutto il personale del Dipartimento da me diretto, esprimo pieno appoggio alla lettera della Senatrice e docente all’Università degli Studi di Milano Elena Cattaneo, pubblicata il 5 maggio 2015 su La Repubblica, che ben descrive la natura del problema, nonché le reali preoccupazioni della comunità scientifica italiana e le pericolose ripercussioni qualora in Senato fossero approvate nuove norme per limitare ulteriormente la sperimentazione animale.

Avvertiamo inoltre la necessità di un dibattito e di un confronto sempre più aperto con la società civile e ci auguriamo che il suo giornale possa contribuire positivamente a inaugurare uno scambio di opinioni sereno e costruttivo su un tema assolutamente meritevole della dovuta attenzione, sensibilità e competenza.

 

Giorgio Racagni

Ordinario di Farmacologia

Direttore del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari

Università degli Studi di Milano

05 maggio 2015
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